giovedì, 09 novembre 2006






























postato da: ROSSONEROdV alle ore 09/11/2006 17:38 | Permalink | commenti (33)
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domenica, 05 novembre 2006
DI STEFANO OLIVARI

Che cosa ha fatto di male Gianni Rivera al Milan?

Il bene ce lo ricordiamo tutto, perché al di là delle tante vittorie rossonere (fra le altre cose due Coppe Campioni, tre scudetti, un'Intercontinentale di puro eroismo fisico: alla faccia dell'abatino...) con lui protagonista assoluto il Rivera giocatore ha segnato un'epoca anche come personaggio pensante e parlante.

Socio fondatore dell'Associazione Calciatori e fra i pochi ad opporsi alle varie sudditanze arbitrali ed agli ignoranti che pretendevano di spiegare il calcio a chi ci viveva da trenta anni, non è mai stato un simpaticone ma di sicuro è stato il primo calciatore ad uscire dalle pagine sportive e non solo per merito di Elisabetta Viviani (la sua versione della sigla di Heidi ancora oggi ci emoziona, non stiamo scherzando).

Il male, secondo il Milan di oggi, sarebbe essere stato dirigente della società all'epoca delle due retrocessioni in B, dimenticando che in quegli anni Rivera non contava molto di più di Facchetti all'Inter negli ultimi tempi o di Bettega alla Juve fino a Calciopoli e tutto sommato anche oggi (consulente in attesa di riciclaggio): grandi figure, monumenti, ma potere vero vicino allo zero.

Anzi, diciamola tutta: il Rivera di potere era quello che andava in campo e che per qualche mese accarezzò il sogno di rilevare la società insieme a compagni di avventura quasi tutti impresentabili, accontentandosi poi di cacciare Buticchi.

Fatta ogni tipo di proporzione, si può fare il paragone con il carismatico Totti di oggi che per gli equilibri societari della Roma conta almeno quanto Sensi, mentre il Totti di domani sarà solo una vecchia gloria da incravattare e mandare alle feste dei Roma club.

Ma torniamo a Rivera, ricordando un articolo-comunicato (non sappiamo mai come chiamarli, in mondo di giornalisti che fanno i funzionari e di funzionari che fanno i giornalisti) pubblicato su www.acmilan.com, il sito ufficiale della società, in data 3 novembre 2006: 'Leggiamo di Rivera. Parla di Milan: ciclo finito, Kakà, l'astio di Berlusconi. I milanisti che hanno amato Rivera sul campo sono tantissimi. Ma il Rivera dirigente cosa ha fatto per il Milan? Visto che lo ha portato due volte in Serie B e visto che in Belgio e in Brasile ancora sorridono di tenerezza per i mancati affari Ceulemans e Zico, faccia una bella cosa. Si astenga dal parlare del Milan: dietro la scrivania e alla guida operativa della società, qualche anno fa, di danni ne ha fatti abbastanza. Quanto al ciclo, lasci perdere: non lo ha iniziato lui. E ringrazi chi ama, e chi fa, il Milan di oggi per aver regalato ai tifosi rossoneri le magie di Kakà. Fosse per Rivera, oggi Ricky giocherebbe sicuramente con un'altra maglia'.

Anche senza essere il Lubrano di una volta, e senza dimenticare l'albo d'oro dell'era Berlusconi, una domanda sorge spontanea: che cosa avrà fatto di tanto grave Rivera? Ecco, abbiamo trovato: Aveva detto che il ciclo del Milan era sul punto di concludersi, nonostante un grande Kakà, e aveva parlato del suo (non) rapporto con Berlusconi, il quale più volte si sarebbe mosso per impedire che Rivera fosse eletto alla presidenza della Figc o ricoprisse incarichi prestigiosi al Milan.

Nel nostro piccolo, ci ricordiamo i Milan Club intitolati a Rivera ai quali fu 'consigliato' di cambiare nome ed il gelo quando chiedemmo a Galliani, in occasione del ritiro della maglia numero sei di Baresi, se la successiva sarebbe stata quella di Rivera. L'amministratore delegato, più tardi definito 'presidente in pectore' da piccole grandi firme, fece una faccia come a dire 'Rivera mai'.

A pensare male perchè Rivera è una delle poche figure presentabili di un calcio che non si vuole riformare, a pensare neutro perché i grandi personaggi come Berlusconi amano avere intorno prevalentemente yes-man, a pensare bene perché come tutti sanno Galliani nasce juventino e Berlusconi interista.






Un mio commento: Rivera paga solo il fatto di essere un onesto, uomo simbolo di un club che l'onestà ha dimenticato cosa sia da molto tempo. Ennesimo vergognoso siparietto Brandi-Cantamessa-Ordine-Filippo Galli sulle tv del padrone. Ma dove gli avranno visti i torti al Milan. Già il fatto che siamo ancora in A dopo quello che hanno fatto...
postato da: ROSSONEROdV alle ore 05/11/2006 23:42 | Permalink | commenti (13)
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