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Paolo Scaroni (Vicenza, 1946) è un dirigente d'azienda e dirigente sportivo italiano, amministratore delegato di ENI SpA.
Dopo la laurea in economia e commercio all' Università Bocconi consegue un master in business administration presso la Columbia University di New York.
Inizia la sua attività professionale nella società di consulenza aziendale McKinsey. Nel 1973 lavora per il Gruppo Saint Gobain dove nel 198 assume l'incarico di presidente della divisione vetro a Parigi.
Dal 1985 al 1996 è vicepresidente e amministratore delegato della Techint. Nel Luglio 1992, anni di Tangentopoli, viene arrestato[1], sotto l'accusa di aver pagato tangenti al PSI per conto della stessa Techint, per la centrale elettrica di Brindisi. Nel 1996 si celebra il processo in cui Scaroni chiede di patteggiare la pena: 1 anno e 4 mesi, sotto la soglia che obbliga a entrare in carcere[2].
Dal 1997 al 1999 e stato inoltre presidente del Vicenza Calcio. Successivamente si trasferisce in Gran Bretagna per ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Pilkington. Carica che lascia nel 2002 per andare a ricoprire il ruolo di amministratore delegato dell' Enel. Con cio si chiude la vicenda penale.
Nel 2005 il governo Berlusconi lo sceglie come nuovo numero uno dell'Eni.
Nel 2006 viene processato dal tribunale di Adria [3], in qualità di amministratore delegato dell'Enel all'epoca dei fatti, per aver inquinato, con la Centrale di Porto Tolle, il territorio del Delta del Po. Viene successivamente condannato ad un mese di reclusione[4], a titolo colposo, pena che viene convertita in un'ammenda di 1.140 euro.
Paolo Scaroni siede nel consiglio di amministrazione de Il Sole 24 Ore, del Teatro alla Scala, nel supervisory board di Abn Amro e della Business School della Columbia University di New York.
Secondo Quotidiano Nazionale questo signore è azionista di minoranza del Milan.
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