L'idea di questa scheda, su un giocatore decisamente già molto noto, viene dalla mole di commenti sproporzionati e fuori luogo che ho letto in questi giorni. L'intenzione è quella di dare un giudizio più equilibrato su un giocatore dalle grandi potenzialità ma che è ancora lontanissimo dal diventare un fuoriclasse, un giudizio che rende giustizia prima di tutto a lui stesso, a cui presto verrà chiesto di essere quello che ancora non è e che forse non diventerà mai, in un ambiente più adatto a creare baracconi mediatici (per distogliere l'attenzione da problemi, errori di mercato & porcate varie) che ad aiutare un giovane a migliorare e limitare i propri difetti.
Destro naturale, normolineo potente (179 cm per 71 kg di peso), classe 1989 è un attaccante centrale, prima o seconda punta che milita nel Milan ed è nel giro della nazionale brasiliana. Giocatore molto dotato dal punto di vista tecnico pur non potendolo considerare al top, ottimo in corsa, soprattutto a campo aperto, ha un fisico notevolmente sviluppato in relazione alla sua età. Bravo sia palla al piede che sullo scatto, è bravo ad attaccare la linea del fuorigioco avversario. Per contro si perde spesso quando la sua squadra si trova al cospetto di squadre che si chiudono, soprattutto quando si trova a giocare da prima e unica punta, spalle alla porta, senza la possibilità di avere grandi spazi a disposizione. Palesa molti limiti a livello tattico giocando a testa bassa e troppo individualmente, non ha il dono del passaggio smarcante, soprattutto in verticale, raramente si propone per l'uno due, preferendo la percussione palla al piede, forzando a volte con successo, a volte no, il dribbling. Sotto porta si fa notare per errori clamorosi anche a pochi metri dal bersaglio e a porta squarnita, più per limiti caratteriali, di concentrazione e di supponenza che per motivi tecnici. Per contro è in grado di esibirsi in gol spettacolari, anche su calcio da fermo. Discreto nel gioco aereo, non può certo considerarsi il suo punto di forza, conclude raramente col sinistro.
Viene, a mio avviso a torto, considerato il giovane più promettente della sua generazione e ancora più a torto, in virtù di una bizzarra idea che i miglioramenti dei giocatori siano lineari e proporzionali, quello che più di tutti ha le possibilità di diventare un campiona assoluto. L'esperienza ci dice che le strade delle carriere dei giocatori sono spesso tortuose. Per fare qualche esempio... mentre Michael Owen alzava a soli 22 anni il pallone d'oro il 23enne Drogba guardava la seconda serie francese dalla panchina del Le Mans. Lo stesso Rooney, probabilmente 5 anni fa il miglior 18enne in circolazione, oggi non si può più considerare il miglior "classe 1985"(o giù di li) pur avendo fatto per ora una grande carriera, senza ombra di dubbio, è riuscito a confermarsi ma non a migliorare in maniera tale da diventare un supecampione. Spesso non sono poi neanche gli infortunii, come nel caso del miglior Ronaldo, o i limiti caratteriali e professionali a determinare certe involuzioni come nel caso di Adriano: pensiamo a Javier Saviola, idolo assoluto a 20 anni di una tifoseria che aveva conosciuto bene Maradona e Crujiff, Rivaldo e Ronaldo, Schuster e Suarez, Krankl e Romario, Kubala e Kocsis, e scomparso dalla scena lentamente e senza apparenti motivi (nessun infortunio grave, un comportamento considerato sempre professionale persino da un ambientino ipercritico da questo punto di vista come quello catalano e cosa ancora più scorcentante uno score stagionale sempre di prim ordine).
Per non parlare poi della parabola al contrario di Nicolas Anelka, fenomeno diciannovenne nell'Arsenal e poi per un decennio oggetto misterioso per poi trovar finalmente una compita (ma comunque parziale) realizzazione del suo potenziale solo recentemente, con l'approdo al Chelsea o di Kluivert il cui apice della carriera è stato quel gol, segnato, diciannovenne, a Vienna contro il Milan. Potrei fare decine di altri esempi ma credo di aver spiegato e argomentato bene le varie perplessità che ho su Pato.
Nonostante oggi si trovi in una situazione ideale, conun sistema di gioco che aiuta molto gli attaccanti (negli anni al Milan chi ha giocato da prima punta ha sempre segnato molto, da Crespo a Gilardino(fino a quando ha giocato con una certa continuità almeno), da Tomasson che pure non era neanche un centravanti passando persino per superpippa, per Paloschi e per Javi Moreno), con degli ottimi assist man alle spalle, una protezione mediatica su cui gente come Balotelli e Adriano non possono contare e una concorrenza, almeno per il ruolo di prima punta, praticamente nulla. Nonostante tutto ciò continua a non convincerci. Se, certamente ha un grande potenziale, non scommetteremmo su di lui, per i motivi che abbiamo provato a spiegare sopra, per una sua affermazione assoluta.