Solo sette mesi dalla chiusura dello "stellare" mercato del Milan e già abbiamo la sentenza su questo mercato: è stato disastroso. Ma al di la degli errori del Milan ci sono stati anche degli errori personali, che gli stessi protagonisti riconoscono, come ampiamente riporta la stampa estera (1,2) e nazionale.Se Ronaldinho rimpiange di non essere rimasto dov'era, la squadra più forte al mondo, come ha fatto intelligentemente il gemello Eto'o e in second'ordine di non aver scelto una squadra ambiziosa e non in disfacimento come Il Manchester City (per non parlare del bell'ambientino di Milanello), Sheva rimpiange la panchina dello Stanford Bridge dove almeno si vinceva e i compagni di panca non erano superpippa, dida e altri figuri e dove poteva giocare nel campionato più bello del mondo.
Se Ronaldinho ha fatto vedere di che classe è fatto prima di cadere anche lui nella sindrome di Milan Lab, che trasforma in merda tutto quello che tocca, Sheva non si è proprio visto, ma neanche tanto per colpa sua. Certamente non si può richiamare un attaccante così e poi non farlo giocare neanche se il Borriello di turno è infortunato tutta la stagione e se in attacco puoi scegliere tra un fuoriruolo ed inesperto Pato e il re delle pippe. Qualche occasione, anche per giustificare l'ingaggio, andava offerta.
Entrambi però si aggiungono alla lunghissima lista di giocatori che al Milan cercavano l'oro e hanno trovato... superpippa & company.
E ora a fine stagione qualche altra "stella" o presunta tale dovrà prendere una decisione se non vorrà anche lui morire "milanista" sognando il Manchester City....




E' da domenica che sentiamo le solite puttane ideologiche sperticarsi in elogi del più scarso dei giocatori italiani, tanto scarso da non sembrare neanche lontanamente un giocatore di calcio: stiamo parlando proprio di lei: Superpippa Inzaghi.
Francesco Zagatti 1932-2009